Bastano poche monete nel borsellino per scoprire il brivido di coltivare ortaggi. La gita al vivaio è divertente, ci sono tante cose da vedere. Dopo avere girovagato, compriamo due vasi medi, i sottovasi, qualche manciata di argilla espansa, della terra e due piante di pomodorini alte pochi centimetri (il costo è irrisorio). Se proprio siamo in vena di sperperare, possiamo aggiungere una paletta (ma è bellissimo lavorare solo con le mani) e un piccolo innaffiatoio.

Arrivati a casa, mettiamo l’argilla in fondo al vaso, aggiungiamo la terra, travasiamo le piantine (una in ogni vaso) senza rompere le zolle che tengono insieme le radici. Infine rabbocchiamo con le ultime manciate di terra, innaffiamo e il gioco è fatto.

 

A Giacomo piace invitare gli amici a casa. I giovani ospiti arrivano sempre con un’aria un po’ intimidita, come gattini fuori dal loro territorio, pieni di curiosità ma timorosi di fare un passo falso. Ognuno è diverso dagli altri: c’è chi chiede dieci bicchieri d’acqua in un’ora e chi non beve mai, chi si toglie subito le scarpe e chi non si leva neanche il cappello, chi non mangia niente e chi divora di tutto.

E quando arrivano una bimba o un bimbo celiaco, cosa bisogna fare? Cristina, la mamma di una bambina con questo problema, si è gentilmente offerta di darmi le istruzioni di base. Ecco i suoi semplici ed efficaci consigli, da leggere e conservare:

 

di Federica Buglioni


 

Quando ero piccola, a Milano si andava “giù a giocare” e in ogni cortile c’erano bande di bambini di ogni età, sempre a caccia di giochi, guai ed esperienze. Ogni tanto, chiamate a gran voce, le mamme lanciavano qualcosa dal balcone (un golf, un pacchetto di figurine, un panino) e il divertimento continuava fino a sera. Le nostre invenzioni, le barzellette, le leggende metropolitane, le merende, gli scherzi, i dispetti e i trucchi che escogitavamo per non essere “beccati” si tramandavano dai più grandi ai più piccoli: una ricca tradizione orale, difesa con orgoglio dalla curiosità dei grandi.

di Federica Buglioni

 

Un buon paio di forbici con lame d’acciaio e punte arrotondate può regalare ore e ore di divertimento. Noi abbiamo cominciato a usarle prestissimo e all’inizio tagliavamo di tutto: stoffe, giornali, fogli, pasta di sale, l’erba del giardino… qualsiasi cosa si trasformava in strisce e pezzetti, che a loro volta diventavano materiale per giocare e inventare.
 
 
di Federica Buglioni
 

Basta qualche raggio di sole e l’aria più tiepida, ed ecco che esplode la voglia di primavera (almeno a casa mia). Anche in tavola la nuova stagione si fa strada: arrivano le fragole, rosse e profumate.

Con un po' supervisione, i bambini possono prepararle da soli. Mentre i più piccoli le sciacquano in una ciotola o nel lavandino e strappano tutte le foglioline verdi, i più grandi possono tagliare via con cura le cime. Sono operazioni in cui i bimbi amano dilungarsi un po’, lasciamoli fare.


Finite le operazioni di pulizia, i nostri piccoli chef possono scegliere la loro ricetta del giorno. Ecco tre proposte: