Domenica siamo andati a camminare nel bosco con i nostri amici, in cerca di castagne. Passata l’età in cui ogni fogliolina è una sorpresa e ogni sasso una rivelazione, i bambini avevano bisogno di una motivazione diversa, di un po’ di avventura. Tom e Huck (mi riferisco ai protagonisti di Le avventure di Tom Sawyer) hanno quindi deciso di armarsi di walkie-talkie e di esplorare i tortuosi percorsi tra faggi e castagni a caccia di passaggi impraticabili, immaginari pericoli, scoperte straordinarie: Rovi con spine, rovi con spine, passo. Ricevuto, qui pietra scivolosa, passo. Dietro un mulino diroccato hanno trovato un noce immenso e dei bei sassi per rompere qualche noce e mangiarla fresca, sul posto. Cestino pieno, torniamo a casa, passo.

Ricetta d’autunno (a proposito di castagne)


Ingredienti

Un barattolo di marmellata di castagne, cacao, zucchero a velo e biscotti integrali

Procedimento

In un piatto piano mettiamo un cucchiaio di cacao e uno di zucchero a velo, mescoliamo e mettiamo da parte.

Sbricioliamo una decina di biscotti, a mano o nel mortaio. Mettiamo tutto in una ciotola, aggiungiamo un cucchiaio raso di cacao e un po’ di zucchero a velo e mescoliamo bene col cucchiaio. Ora aggiungiamo la marmellata di castagne (quasi tutto il barattolo). L’impasto deve essere molto consistente. Se è molle aggiungiamo biscotti sbriciolati, se è troppo duro aggiungiamo marmellata.

Ora ne prendiamo un cucchiaino alla volta, lo mettiamo tra le mani e, senza premere, formiamo delle polpettine, un po’ più grandi di una biglia. Passiamo ogni pallina nel piatto dove abbiamo mezzo cacao e zucchero, in modo da ricoprire la superficie appiccicosa, proprio come si fa quando si impanano le polpette.

Se le polpettine di castagne riposano un paio d’ore in frigorifero sono più buone.
 
di Federica Buglioni

Quando ero bambina guardavo i filmati di Jacques Cousteu, il papà della subacquea, che esplorava i mari in bianco e nero a bordo della mitica Calypso e restavo incantata di fronte ai documentari presentati da Piero Angela. Mi appassionava scoprire cosa c’era sotto, dentro, dietro la natura e intuivo che non c’era nulla di più poetico della scienza.

Anche i bambini che incontro oggi sono affascinati nel vedere le trasformazioni delle cose semplici: la farina che diventa pasta, la chiara d’uovo che monta, il cioccolato che fonde e poi di nuovo s’indurisce. Mi accorgo che sono tutti scienziati in erba, curiosi e attenti a quei piccoli particolari che li aiutano a capire la realtà. 
Per questo, quando cucino con loro, non sento mai il bisogno di proporre ricette elaborate. Perfino i fagioli da pulire, visti da vicino, sono interessanti.

In genere preferisco usare gli utensili manuali, ma c’è un piccolo elettrodomestico che mi piace molto. È la centrifuga, che permette ai bambini anche piccolissimi di prepararsi da soli (con adulto a fianco, s’intende) succhi di frutta sempre diversi, dai colori sorprendenti, sani e squisiti. E così, in attesa che un nuovo Jacques Cousteu faccia sbocciare nel mio bambino l’amore per la scienza, oggi proveremo per la prima volta a centrifugare i fichi d’india con le mele.

di Federica Buglioni

 

 


Mi piace l’idea di una cucina “vissuta”, piena di profumi, colori naturali, trasformazioni. In certi orari mio figlio sa che se mi cerca sono lì. Viene a dirmi qualcosa e intanto si guarda intorno. A volte dà una mano, tocca, annusa, sperimenta e poi va. Sono convinta che l’amore per la cucina nasca così, da una distratta confidenza.

Durante il primo anno di scuola materna aveva l’abitudine di prendere la sua pedana IKEA e di piazzarla sotto il lavandino, per aiutarmi a sciacquare le verdure o a pulire l’insalata, mettere le mani nell’acqua, giocare con la centrifuga.

 

Un giorno si affacciò al lavandino e ci trovò dentro una ventina di alici, che avevo deciso di comprare dopo che una signora ligure mi aveva fatto vedere quanto fosse facile pulirle. Che sorpresa! E che meraviglia quei pesciolini argentati e iridescenti! Con cautela ne prese uno in mano e mi domandò: “Come si chiama?”. “Alice”, risposi. Mi guardò stupefatto. Era lo stesso nome di una sua compagna! Deve aver pensato: “allora anche i pesciolini…” perché chiese precisazioni: “E di cognome?”

 

Dessert veloce

A mio figlio piace cucinare, purché non ci voglia troppo tempo. Per lui tutto deve essere veloce, ritmato, scattante (ha detto che di lavoro, da grande, vuole fare Freddy Mercury!). Insieme abbiamo elaborato un dessert che sembra fatto apposta per lui: veloce, divertente da preparare, semplice e buono.

In una ciotola mescoliamo energicamente circa 250g di ricotta vaccina (per due/tre persone) con due cucchiai di zucchero. Poi prendiamo un bicchiere a testa e, sul fondo, mettiamo uno strato di qualcosa di croccante. Di solito usiamo il muesli, ma vanno bene anche i biscotti sbriciolati, meglio se integrali o con tanti cereali. Scegliamo sempre i bicchieri trasparenti, che soddisfano quel piccolo piacere di vedere “come è fatto dentro”.  

Sopra mettiamo la ricotta appena montata. Infine facciamo un terzo strato con un po’ di cioccolato grattugiato (già a due/tre anni i bambini sono in grado di usare una buona grattugia); quello amaro va bene, perché compensa il gusto dolce della ricotta. 

Il tutto dovrebbe riposare in frigo per un’oretta, ma nel vocabolario di mio figlio la parola “riposare” è stata cancellata da tempo.
 
di Federica Buglioni

Tra pochi mesi mio figlio compie nove anni e ormai mangia quasi tutto, ama la convivialità, si siede a tavola serenamente. Ergo, possiamo ritenerci fortunati, perché non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta: abbiamo vinto la battaglia alimentare. Immagino che nell’adolescenza ce ne saranno altre, ma per ora mi godo la tregua.

In questi anni ho sperimentato tante ricette, strategie, parole, porzioni ma – giuro! – non gli ho mai detto “se mangi la carnina, poi ti do il gelatino”, “se non mangi, la mamma piange”, “uno per la mamma, uno per il papà…”. Ho sempre pensato che in questo modo gli avrei insegnato l’odiosa tecnica del ricatto e, peggio ancora, del ricatto affettivo.

In compenso la nostra tavola è stata sorvolata da centinaia di aeroplani ed elicotteri, stormi di piccoli bocconi che ci hanno regalato risate e bei ricordi. Così, nel tempo, ho capito due cose:

1. che con i bambini i progressi - parlando di cibo - sono lenti (non arrendetevi!)

2. che a tavola il clima sereno conta più di qualsiasi appetitosa ricetta.

di Federica Buglioni

 

Complimenti! hai trovato la sesta traccia! Adesso vai avanti cliccando qui !  Dai che ce la fai e tra mostri e alieni troverai la strada che ti porta al nuovo indizio...