Seduti a tavola, provo a spiegare a Giacomo che cosa è successo a Haiti, forse con l’idea che di questo Ground Zero si possa almeno parlare, che la natura è solo natura, non è crudele, non sa di far paura (sto parafrasando Eduardo de Filippo e la sua stupenda poesia O’ mare).

Giacomo è un tipo che passa all’azione, con la soluzione sempre in tasca: propone di mandare qualcosa da mangiare ai bambini al di là del mare. La prima scelta cade sul piatto di riso e lenticchie che ha davanti (quale migliore occasione per liberarsene?), ma capisce presto che non si può, che servono confezioni sigillate, cibi non deperibili e nutrienti. Cosa mandiamo allora? Pacchi di riso!

Prova subito a spiegarmi come farebbe lui per cuocerlo, se non avesse più una casa. Andrebbe a cercare la legna e accenderebbe un fuoco di fortuna, come gli uomini primitivi. Bene, e adesso ci serve la pentola. Riflette, progetta, escogita soluzioni fantasiose che poi scarta da solo. Alla fine si arrende e mi accorgo che anch'io sono un po' a corto di idee. La cena finisce in silenzio, ognuno a immaginare l'assenza, mentre il piatto che abbiamo davanti all'improvviso sembra enorme.

di Federica Buglioni